 “Una sessione degli Stati Generali di Catania sul rischio sismico”Richiesta al sindaco Stancanelli da sei associazioni catanesi, in previsione del nuovo Prg: un piano decennale per garantire la sicurezza dei cittadini e del patrimonio, il rilancio dell’edilizia e dell’economia, aggiornamento tecnologico e professionale delle imprese Il Cispa “Giovanni Campo” (Centro di iniziative e studi per la prevenzione del rischio sismico e dei rischi ambientali), CittàInsieme, Italia Nostra, Lipu, Wwf Catania e il Comitato Porto del Sole, hanno chiesto in questi giorni al sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, di dare vita ad una sessione degli Stati generali incentrata sulla prevenzione dai rischi e, in particolare, dal rischio sismico, nel quadro dell’iter per il nuovo Piano regolatore generale della città e delle iniziative per la ripresa dell’economia catanese. “Dopo un periodo di grande fervore di studi e iniziative – si legge nella richiesta delle associazioni -, che ha condotto ai Progetti “Catania I” e “Catania II”, alla realizzazione degli studi sulla vulnerabilità degli edifici pubblici e al censimento della vulnerabilità di tutti gli edifici privati, in questi ultimi anni la tematica della prevenzione dal rischio sismico, cui la città di Catania è particolarmente soggetta, è rimasta nell’ombra”. “Le risorse appositamente stanziate (legge 433/91, rimodulate dalla legge 228/97) – osservano i sottoscrittori -, invece di essere impiegate per avviare finalmente un’attività di prevenzione, in primo luogo per gli edifici strategici e le scuole, sono state utilizzate per interventi di ‘secondo livello’ quali i parcheggi scambiatori, la realizzazione dei viali De Gasperi e Lainò, l’ammodernamento della circonvallazione. Anche se, a nostro avviso, si è sprecata una grande occasione, siamo convinti che non bisogna rassegnarsi ma occorre ribadire l’urgenza di avviare una ‘manutenzione straordinaria’ e continua della nostra città e del nostro territorio, per difenderli dalle ingiurie del tempo e dai rischi naturali”. Per le associazioni promotrici occorre, perciò, “un grande Piano decennale contro il rischio sismico e per interventi di difesa dal rischio idrogeologico, che sia in grado di armonizzare l’intervento pubblico e le attività private, anche in considerazione del fatto che i cittadini cominciano a sentire sempre più forte non soltanto l’esigenza di avere una casa, ma quella di abitare in un edificio di qualità (sicurezza, benessere, risparmio energetico…). Un piano che possa fare oltretutto leva su concreti incentivi economici a vantaggio dei cittadini che scelgono di ristrutturare le proprie abitazioni in chiave antisismica – i quali altrimenti tendono a rimuovere inconsciamente il pericolo -: per esempio, abbattendo in percentuale le imposte, o concedendo la gratuita occupazione di suolo pubblico, la riduzione dell'Iva sui costi dei lavori o sull'acquisto dei materiali da costruzione, ecc. La concomitanza con la discussione sul Prg rende ancora più utile questa impostazione, che necessità senza dubbio di fondi, di volontà politica, ma anche – e forse soprattutto – di cultura e senso dell’interesse pubblico”. Tale Piano, finalizzato non soltanto alla sicurezza nostra e delle generazioni future, rappresenta, infatti, anche una grande occasione di sviluppo economico in grado di far ripartire l’attività edilizia che nel passato è stata sì un volano per l’intera economia, ma ha creato anche problemi insopportabili. Oggi nuovamente l’attività edilizia può garantire una forte spinta all’intera economia della nostra area, non più attraverso l’abusivismo o la costruzione di opere pubbliche discutibili ma con un’attività utile, destinata a risanare i guasti del passato e a prevenire quelli futuri. “Questa potrà essere la vera ‘grande opera’ dei prossimi anni”, concludono le associazioni: “Un’opera che avrebbe, quanto meno, una triplice valenza: la sicurezza per centinaia di migliaia di persone; un nuovo slancio a tutta l’attività economica con la creazione di molti posti di lavoro; un importante stimolo per l’aggiornamento tecnologico e professionale delle nostre imprese”.
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Al sig. Sindaco di CATANIA
Oggetto: richiesta di una sessione degli Stati Generali sulla prevenzione dai rischi e, in particolare, dal rischio sismico nel quadro del nuovo PRG e della ripresa economica a Catania Com’è noto la nostra città è soggetta a molti rischi naturali e, in particolare, al rischio sismico. Dopo un periodo di grande fervore di studi e iniziative (Progetto Catania I e II; studi sulla vulnerabilità degli edifici pubblici; censimento della vulnerabilità di tutti gli edifici privati,…) in questi ultimi anni la tematica della prevenzione dal rischio sismico è rimasta nell’ombra. Le risorse della legge 433/91 così come rimodulate dalla legge 228/97 invece di essere impiegate per avviare finalmente un’attività di prevenzione (in primo luogo per gli edifici strategici e le scuole) sono state utilizzate invece per interventi di secondo livello quali i parcheggi scambiatori, la realizzazione dei viali De Gasperi e Lainò, l’ammodernamento della circonvallazione.
Anche se si è sprecata una grande occasione non bisogna rassegnarsi ma occorre affermare la necessità di avviare una “manutenzione straordinaria” e continua della nostra città e del nostro territorio per difenderli dalle ingiurie del tempo e dai rischi naturali.
Le sottoscritte Associazioni ritengono che occorra un grande Piano decennale contro il rischio sismico, per interventi di difesa dal rischio idrogeologico, che sia una interconnessione tra intervento pubblico e attività private tenendo conto che i cittadini cominciano a sentire sempre più forte non soltanto l’esigenza di una casa, ma quella di un’abitazione di qualità (sicurezza, benessere, risparmio energetico…). Una grande attività che ha bisogno di fondi, di volontà politica ma anche - e, forse soprattutto - di cultura e senso dell’interesse pubblico.
Tale Piano finalizzato non soltanto alla sicurezza nostra e delle generazioni future, rappresenta anche una grande occasione di sviluppo economico in grado di far ripartire l’attività edilizia che nel passato è stata sì un volano per l’intera economia ma ha creato anche problemi insopportabili. Oggi nuovamente l’attività edilizia può garantire una forte spinta all’intera economia della nostra area non più attraverso l’abusivismo o opere pubbliche discutibili ma con un’attività utile, destinata a risanare i guasti del passato. La concomitanza con la discussione sul PRG rende ancora più utile questa impostazione. Questa potrà essere la vera “grande opera” dei prossimi anni, un’opera che avrebbe una triplice valenza: 1. La sicurezza per centinaia di migliaia di persone; 2. Un nuovo slancio a tutta l’attività economica con la creazione di molti posti di lavoro; 3. Un importante stimolo per l’aggiornamento tecnologico e professionale delle nostre imprese.
Le sottoscritte associazioni, con queste motivazioni, chiedono la convocazione di una sessione degli Stati generali sulla tematica dei rischi, con particolare attenzione al rischio sismico. Distinti saluti CISPA (Presidente Paolino Maniscalco) CITTA’INSIEME (Presidente Pia Giulia Nucci) COMITATO PORTO DEL SOLE (Presidente Marcello Di Luise) ITALIA NOSTRA (Presidente Antonio Pavone) LIPU (Presidente Giuseppe Rannisi) WWF CATANIA (Presidente Maurizio Musmeci)
Postato Giovedi 01 Aprile 2010 - 15:14
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